La
Grecia Salentina, nel cuore della penisola salentina, è un'area in cui vive una comunità che conserva
lingua, cultura e tradizioni d'origine ellenica.
Comprende 11 Comuni tra cui
Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino.
In una terra dove il periodo bizantino ha lasciato segni forti e visibili non sorprende costatare che la lingua, l'arte e la cultura ne sono rimaste profondamente influenzate, al punto di far sostenere agli studiosi più attenti che la
grecità è il tratto dominante della cultura del Salento.
Nei primi decenni del secolo XI cominciarono le scorrerie di nuovi invasori, provenienti dal nord Europa: i Normanni, che nel giro di pochi decenni misero fine al dominio bizantino, creando in Italia Meridionale uno stato unitario e introducendo il feudalesimo, che si conserverà intatto fino agli inizi del sec. XIX. Inoltre, pur lasciando vivere in pace la
popolazione greca del Salento, favorirono il clero cattolico ai danni di quello ortodosso. Ai Normanni successero le
dominazioni sveva, angioina, aragonese e spagnola, tutte strettamente
legate alla Chiesa cattolica, che man mano riguadagnò le posizioni perdute nel corso dei secoli IX-XI.
Non ci furono mai veri e propri conflitti religiosi, ma già nel
secolo XV il monacato orientale era scomparso ovunque, sostituito da quello francescano, domenicano, ecc..
Intanto, il Sultano Maometto II, dopo aver conquistato Costantinopoli (1453) e sottomesso tutta la Penisola Balcanica, decideva di passare all'offensiva in Italia e nel 1480 sbarcava sulla costa orientale del Salento. Otranto, considerata da secoli il porto naturale della Grecìa Salentina, fu distrutta e orrendamente saccheggiata, mentre i villaggi vicini venivano sistematicamente devastati. Per fortuna della Cristianità occidentale, il terribile sultano morì nel 1481, ma le scorrerie dei turchi continuarono ininterrottamente fino al secolo XVIII.
In seguito al Concilio di Trento anche il clero secolare greco fu sostituito da quello cattolico. Naturalmente le funzioni religiose, le preghiere e tutta la liturgia furono impartite in latino e le comunità greche furono costrette a pregare in una lingua che non conoscevano: il latino. Così, tutti i paesi che gravitavano sul mare Jonio, abbandonavano la lingua greca, passavano al dialetto romanzo e la Grecìa si riduceva a un'isola linguistica situata nella parte centro-orientale della Penisola Salentina, comprendente ventiquattro villaggi.
Nei secoli XVII e XVIII l'area dei parlanti in griko si ridusse a tredici paesi.