La
pietra leccese, in dialetto salentino leccisu, detta anche pietra gentile, è una roccia calcarea molto sensibile all'azione meccanica degli agenti atmosferici che si presenta compatta e di grana fine. Nella sua composizione piuttosto omogenea ritroviamo il carbonato di calcio, costituito essenzialmente da microfossili marini risalenti a 6 milioni di anni, cemento calcitico e soprattutto sostanze argillose che le conferiscono la facilità di lavorazione e la rendono utilizzabile in campo scultoreo e architettonico.
Le diverse miscele delle sostanze che la compongono creano le differenti qualità della roccia. E'
tipica di tutto il Salento, ma la ritroviamo in massiccia presenza nei territori dei comuni di
Corigliano d'Otranto e Melpignano. Viene ricavata in forma di parallelepipedi di varia dimensione, poi, dopo l'estrazione, (relativamente semplice data la sua malleabilita') la sua durezza e la sua resistenza crescono con il passare del tempo.
La pietra appartiene al gruppo delle calcareniti, e la ritroviamo già, con la varietà delle sue tinte, dal bianco al giallo paglierino nei monumenti megalitici come i
dolmen e i
menhir , oltre che nelle statue e costruzioni romane, nonché, evidentemente, nei rosoni e nelle facciate barocche della Lecce antica.
Attualmente, l'
artigianato della pietra leccese produce
souvenir e vere e proprie
opere d'arte.
Apprezzata in campo artistico, ha raggiunto stima internazionale grazie all'artigianato locale che nel corso dei secoli ha prodotto la complessa architettura del Barocco Leccese.