Una città antica e nobile, influenzata nel corso del tempo da diverse culture, perché diversi furono i popoli che qui si stanziarono.
Una città, fondata dai mitici re della Messapia, raffigurati nei mezzi busti della settecentesca Porta Rudiae, una delle porte di accesso alla città.
Nei pressi di
piazza Sant'Oronzo, la piazza civica o dei mercanti, sarà possibile ammirare uno dei monumenti di età romana che poteva accogliere ben 25.000 spettatori, l'
Anfiteatro, di forma ellittica, risalente al II sec. d.C.
Dall'anfiteatro è facile raggiungere la
Chiesa di San Matteo, opera di Achille Larducci o Carducci, realizzata attorno al 1667: eretta su pianta ellittica mostra, una facciata di splendido gusto barocco giocata su un'armonica aternanza tra superfici concave e convesse.
Il
Castello Carlo V, a pianta trapezoidale e voluto dall'Imperatore D'Asburgo venne costruito nel 1539 dall'architetto militare Gian Giacomo dell'Acaja.
Incompiuta è la
Chiesa di Santa Chiara, del 1694, priva del fastigio superiore, il cui interno è sormontato da un originalissimo soffitto in cartapesta.
Da qui si può raggiungere con facilità il
Teatro Romano, luogo di spettacoli e commedie in età imperiale.
La
Chiesa di San Marco, costruita nel 1543 in onore dei mercanti veneziani che qui vissero, testimonia l'importante presenzaa della Serenissima nel Salento: veneziano era anche il sindaco, Pietro Mocenigo, che nel 1592 fece erigere il
Sedile, l'antico municipio della città con le caratteristiche arcate ogivali.
In
Piazza Sant'Oronzo si trova la
statua del Santo patrono databile intorno al 1739, in legno rivestito di rame, alta 5 metri e posta su una colonna di marmo. Poi c'è
Palazzo Carafa, dal nome del vescovo Alfonso Sozi-Carafa che ne curò, la ricostruzione: oggi è sede del Municipio.
La
Basilica di Santa Croce, a tre navate, con soffitto ligneo, dorato e decorato, rappresenta poi in assoluto il trionfo del barocco e della
pietra leccese che i pazienti scalpellini hanno saputo plasmare in una serie di figure, telamoni, cariatidi grottesche, arpìe, grifoni, capitelli zoomorfi.
Proseguendo da piazza Sant'Oronzo in direzione Duomo sarà possibile ammirare la
Chiesa dedicata a Santa Irene ex patrona della città, progettata dall'architetto Francesco Grimaldi.
L'ingresso in
Piazza Duomo è sancito dalle statue dei padri della chiesa che ci danno il benvenuto dal finto loggiato di questo maestoso ingresso, un tempo chiuso. Palcoscenico e tripudio in una maestosa e spettacolare scenografia barocca opera di eccellenti maestranze, artisti, architetti e scultori tra cui Riccardi, Francesco Antonio e Giuseppe Zimbalo (lo Zingarello), Cesare Penna, Giuseppe Cino, Mauro ed Emanuele Manieri.
Di fronte il
Duomo progettato nel 1656 e il
Palazzo Vescovile, il maestoso
Campanile alto ben 72 metri eretto da Giuseppe Zimbalo nel 1661. Si chiude con un'edicola ottagonale e un cupolino su cui poggia una banderuola in ferro raffigurante Sant'Oronzo che benedice la sua città. Dopo il Duomo in direzione
Porta Rudiae incontriamo la
Chiesa del Rosario o di San Giovanni Battista, opera del 1691 di Giuseppe Zimbalo. Fastoso l'interno a croce greca.